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NOTIZIE STORICHE

Reperti archeologici dimostrano che il territorio amatriciano fu abitato dall'uomo sin dall'età preistorica. La vicinanza al tracciato dell'antica via Salaria favorì lo sviluppo di insediamenti già in epoca preromana.

All'epoca romana risalgono i resti di edifici e tombe rinvenute in diverse zone del territorio, noto per gli scrittori romani come Summa Villarum, termine con il quale si identificava tutta l'area attualmente occupata dal comune di Amatrice. Nel 568 il territorio dell'odierna Amatrice passò sotto il Comitato di Ascoli.

Nei secoli XIV e XV Amatrice è in continua lotta con le città e i castelli circostanti, per questioni di confine e di prestigio. Sono rimasti famosi i conflitti con Norcia, Arquata e L'Aquila. Tradizionale alleata di Amatrice fu la città di Ascoli. Gli amatriciani presero parte, a fianco delle milizie comandate da Braccio Fortebraccio da Montone al lungo assedio dell'Aquia e alla battaglia finale del giugno 1424, che segnò la sconfitta di Braccio morto sul campo. Il sovrano aragonese Ferdinando, sedata la rivolta dei Baroni nel 1485, nell'anno seguente ricompensò Amatrice, concedendole il privilegio di battere moneta con il motto Fidelis Amatrix. Tuttavia nel febbraio 1529, dopo un'eroica resistenza, venne riconquistata e messa a ferro e fuoco da Filiberto di Chalon, generale di Carlo V. Per punire la ribellione, Carlo V diede lo Stato di Amatrice in feudo ad un suo capitano, Alessandro Vitelli.

Successivamente, pur facendo parte sempre del Regno di Napoli, Amatrice, tra il 1582 e il 1692, passò sotto il dominio di un ramo degli Orsini e in seguito ai Medici di Firenze, che la conservarono fino al 1737. Infine nel 1759 il feudo entrò a far parte dei domini personali del re di Napoli.

Nel 1639 Amatrice e le sue Frazioni dette ville summatine furono gravemente danneggiate dal terribile terremoto dei giorni 7, 14 e 17 ottobre, cadde buona parte del palazzo degli Orsini, come pure la maggior parte delle case e delle chiese.

Successivi terremoti si verificarono nel 1672, 1703 e 1730. Nell'ottobre 1826 ci fu una violenta alluvione del fiume Tronto in cui perirono numerosi abitanti di San Lorenzo.

 

Negli ultimi decenni che precedettero l'unità d'Italia, molti amatriciani presero parte attiva ai vari moti rivoluzionari (1814, 1820, 1831, 1848, 1860); tra tutti spicca la figura dell'insigne patriota Pier Silvestro Leopardi.

Con l'unità d'Italia Amatrice fu inserita nell'Abruzzo e quindi in provincia de L’Aquila e solo nel 1927, con la creazione della provincia di Rieti, la città entrò a far parte dell'alto Lazio.